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Nel viaggio verso casa Mila incontrò il maestro Gnogpa dal quale ricevette l'iniziazione al buddismo e l'ordine di ritirarsi a meditare in una grotta. Quando poi Gnogpa venne invitato alla festa per la maggiore età del figlio di Marpa, Mila chiese di poterlo accompagnare come servitore.
In quell'occasione Mila fu accettato come discepolo da Marpa, nominato monaco minore (ge-nyen) e inviato a meditare per un anno in una grotta. Al termine del periodo prescritto, Marpa convocò i suoi principali discepoli e trasmise a ciascuno di essi uno degli insegnamenti ricevuti dal suo maestro Naropa: il corpo illusorio (sgyu-lus), la luce radiante (hod-gsal), lo stadio intermedio (bar-do), il controllo del sogno (rmi-lam) e il trasferimento della coscienza (pho-wa).
A Mila venne trasmesso il potere del calore miracoloso (gtum-mo), che consente di non usare vesti di lana e così da quel giorno egli prese il soprannome di re-pa (vestito di tela).
"In una notte gelida d'inverno, coloro i quali si ritengono capaci di superare con successo la prova, sono condotti sulla sponda di un fiume o di un lago; se tutti i corsi d'acqua della regione sono gelati viene praticato un foro nel ghiaccio. Viene scelta una notte di luna con forte vento, cosa non rara in Tibet nei mesi invernali.
I neofiti siedono nudi sulla terra e dei teli vengono immersi nell'acqua ghiacciata: ogni uomo si avvolge in uno di essi e deve farlo asciugare sul proprio corpo. Non appena il telo è asciutto viene di nuovo immerso nell'acqua e la cerimonia va avanti fino allo spuntare del giorno.
Alcuni teli sono piccoli come asciugamani per il viso ed altri sono grandi come scialli. La regola prevede che si debbano asciugare almeno tre teli per essere autorizzati a portare le insegne di esperto nel calore miracoloso." ( A. David-Neel)