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Quando l'addestramento di Milarepa fu completato, egli ricevette dal suo maestro Marpa queste istruzioni: "Parti da qui, recati a rendere omaggio al lama Gnogpa e riparti immediatamente per raggiungere il deserto. Non fermarti nel tuo paese, vai a vagare nei deserti di orrori e di nevi, e sprofondati nella contemplazione."
Mendicando i cereali dai coltivatori della pianura ed i condimenti dai pastori delle montagne, Milarepa si mise alla ricerca di una caverna adatta per la meditazione. Giunse infine alla grotta della Roccia Bianca (Drag-kar Ta-so) e vi si chiuse per tre anni, determinato a proseguire fino al raggiungimento della liberazione della mente.
"Crescevano molte ortiche e c'era dell'acqua eccellente: le ortiche mi fornivano un tessuto per il riparo esterno del corpo ed una farina senza sapore per il nutrimento interno. Così il mio corpo diventò simile ad uno scheletro, la pelle prese il colore dell'ortica e la consistenza della cera ed anche i peli divennero ispidi, verdi. Tutte le mie ossa sporgevano e le mie membra stavano per staccarsi."
A questo punto la sorella di Milarepa, Peta, nella festa annuale del paese venne a sapere che suo fratello era vivo e decise di mettersi in viaggio per raggiungerlo. Dopo un mese lo raggiunse portando farina, burro e vino.
"Accettai le offerte di Peta e mangiai e bevvi, così che immediatamente la mia intelligenza finalmente si rischiarò."